.....the ordinary life is pretty complicated stuff.....

31 luglio 2009

DONNA YOANI E PEPPONE.

Yoani Sanchez è la blogger cubana che gestisce "Generacion Y", il blog che si occupa di denunciare le "malefatte" del regime dei cattivoni rossi e trinariciuti della bella isola caraibica.
Alcuni mesi fa, la paladina della democrazia e della libertà, piagnucolava di non poter presenziare al Salone del Libro di Torino perchè il regime dei cattivoni rossi e trinariciuti non le aveva concesso il permesso all'espatrio. Perciò, da allora, La Stampa tutti i giorni le pubblica i post.
Dato che alla gentile signora non è bastato lo sputtanamento (chiedo scusa per il francesismo) da parte del giornalista Salim Lamrani, che non riesce a spiegarsi il motivo delle lamentele sulla impossibilità di pubblicare i post sul web dato che quest'ultimi erano presenti tutti i giorni. Mah? Misteri. Ma del resto si sa che i trinariciuti sono dei veri e propri marrani.
Oggi scrive riguardo alle 138 bandiere esposte all'Avana nello spiazzo davanti al palazzo della "Sezione di Interessi" Usa.
La poverina si lamenta del fatto che il loro sventolìo disturba i suoi sonni e, dato che, secondo lei, queste bandiere sono state messe apposta per "oscurare" il pannello luminoso che "lancia" messaggi "democratici", vista la recente decisione di disattivare lo schermo, vorrebbe che anche le bandiere siano rimosse. Per tornare al "giorno in cui potrò passeggiare lungo il viale costiero della mia città e niente interromperà la perfetta unione di azzurro composta da cielo e mare".
A questo punto vorrei porgere una domandina semplice semplice alla signora Sanchez.
Secondo la sua opinione, utilizzare uno schermo posto sulla facciata di un palazzo di proprietà dell'ambasciata imperiale (...ops...) che continuamente manda messaggi "democratici" con il fine di destabilizzare il governo di uno Stato sovrano, in una scala di valori compresa tra 1 e 10, è da considerarsi un atto democratico?
E, infine, le risulta che avvenga la stessa cosa sulle facciate delle sedi diplomatiche del regime dei cattivoni rossi e trinariciuti site, per esempio, a Washington, Londra o Calcutta?
Accetti un consiglio, per questa volta: smetterla di dire cazzate, no?

29 luglio 2009

PERLE DI SAGGEZZA.....

"Oggi le principesse sono mignotte e le mignotte vogliono fare le principesse".
Questa frase, se la dice Giovanni Agnelli è una "perla di saggezza". Se la dico io, mi si accusa di essere un maschilista fallocrate eccetera eccetera.
Perchè?

28 luglio 2009

DEDICATO AD ANDREA

Caro amico per conto terzi,
sappi che, nei periodi di violenza psicologica che sei costretto a subire, hai tutta la mia comprensione e solidarietà!
Tieni presente, inoltre, che ci sono momenti in cui è necessario operare azioni amancipatorie che permettano una stabilità futura.
In parole povere: sculacciare, in alcuni casi, non è un atto violento!
Comunque sia, intanto goditi il seguente filmato. Alla faccia di chi te vuò male.
E ricorda: viva la foca.....che Dio la benedoca!

25 luglio 2009

UNA SOCIETA' DI PAURE.

I protagonisti della seguente storia sembrano scelti apposta per confermare alcune paure e determinati pregiudizi, in realtà non è altro che la conferma che nella nostra società oramai non è il fatto a determinare la cronaca giornalistica ma viceversa.
Prima vediamo il resoconto giornalistico.
Qualche sera fa, in un condominio di case popolaro della prima cintura torinese, Venaria Reale per la precisione, Claudiu, un rumeno di 33 anni, completamente ubriaco con una scusa si è introdotto nell'appartamento di Deborah, una ragazza di 22 anni, e ha tentato di violentarla. A questo punto, il cane della donna, un pastore tedesco, ha assalito l'aggressore per difendere la padrona sventando così la violenza. La storia si è conclusa con l'arresto e l'incarcerazione del malvivente e con la celebrazione del cane-eroe con tanto di servizio nei tg regionale e nazionale.
Fin qui, tutto da manuale.
Abbiamo uno straniero ubriaco ad avvalorare le tesi leghiste-razziste sulla "bestialità" di questi "semiumani" che invadono la nostra terra di persone perbene; la tentata violenza carnale su una donna per dare corda ai sostenitori della castrazione chimica e per far gioire quelle femministe che lottano contro "quei porci degli uomini"; infine, il cane-eroe, pastore tedesco perchè "è la razza più fedele", e che scaccia momentaneamente il pensiero dei randagi killer.
Tutto secondo copione.
Se non fosse che un paio di giorni dopo, i vicini di casa della vittima (presunta) raccontino una storia diversa. Completamente diversa.
"Quel tizio era ubriaco, ha suonato a tutti e quando siamo usciti sul pianerottolo abbiamo visto lei che lo insultava e minacciava di aizzargli contro il cane.....lui non è nemmeno entrato in casa", raccontano.
Poi vengono fuori altri particolari.
Pare, infatti, che alcuni anni prima il (presunto) malvivente vivesse nello stesso palazzo e che, insieme ad altri inquilini avesse partecipato ad una raccolta firme contro la ragazza che, a loro dire, disturbava la tranquillità comune.
Poi, ancora, sul corpo della ragazza sono stati trovati segni di bruciatura di sigaretta, provocati, secondo lei, dall'aggressore. Ma, anche qui, spuntano fuori grossi dubbi. Infatti sono in molti a testimoniare il passato difficile della ragazza, costituito da qualche episodio di microcriminalità e diversi di autolesionismo.
Quanti colpi di scena. Pari solo agli altrettanti luoghi comuni.
Intanto, il "mostro" rumeno si è fatto un paio di giorni rinchiuso alla Vallette con l'unica colpa di essersi presi una sbronza che, a meno non compaia tra i nuovi comma del codice penale, non è reato.
Questa storia, banalizzata, quasi, dai media che sguazzano nel dilagare di fenomeni violenti simili, è tremenda. Non per la cronaca in sè, quanto per il fatto che fa riflettere su quale tipo di società è oggi quella italiana: un meta-luogo popolato di paure, pregiudizi e realtà costruite ma non reali.
Viviamo in un film dove il cattivo è: straniero; uomo.
Non è che stiamo esagerando?
Vogliamo cambiare registro o aspettiamo di arrivare ad un punto in cui si organizzano vere e proprie battute di caccia?
Personalmente, in quanto uomo, incomincio anch'io a soffrire alcuni pregiudizi. Infatti ho il timore di guardare i bambini per non passare da pedofilo e di guardare le donne per non passare da maniaco.
Esagero?
Può darsi, ma provate a guardarvi intorno.

22 luglio 2009

ANCHE QUESTO E' POSTMODERNO!

Attenzione!
Chi è particolarmente sensibile è pregato di fermarsi qui e non continuare nella lettura, il seguente post contiene la descrizione di un evento che io stesso considero raccapricciante.

Vagavo, un po' scazzato, nella mia home su Feisbuk, quando mi sono imbattuto in un "richiamo" quasi d'obbligo.
Qualcuno, di cui ovviamente non svelo il nome per tutelarne la privacy, postava il link ad un blog invitando tutti a segnalarlo alla polizia postale per la denuncia.
In quel blog, di cui evito di riproporre il link per evidenti ragioni, vi sono foto che ritraggono una ragazza che posa sorridente a fianco di un animale (un cane, probabilmente) morto, dalla sequenza si intuisce che essa stessa lo scuoia e termina con l'immagine della testa dell'animale in una pentola.
Immagini raccapriccianti, terribili. Ho provato orrore e schifo e chiedo scusa se altri nel leggere la mia descrizione avranno la stessa sensazione.
E lo schifo è rimasto nonostante dai commenti in inglese (che io capisco in modo elementare) si evinca che la ragazza è (potrebbe) una studentessa di veterinaria che vuole scherzare (scherzi del cazzo!).
Poi ho letto i commenti su Feisbuk.
Ovviamente, si passava dall'essere schifati a proporre di far subire il medesimo trattamento alla ragazza in foto.
Ora però voglio lanciare una provocazione.
Perchè la rabbia e la voglia di vendetta che, giustamente, si percepisce in casi come questi è praticamente inesistente quando si assiste allo sfruttamento di esseri umani?
Perchè quando un padrone succhia il sangue ad un lavoratore ci si appella ai diritti umani e quando si assiste a "spettacoli" come questo si accende una furia quasi cieca e si è praticamente disposti ad uccidere?
La vita umana è meno importante?
Oppure il fatto che oramai faccia parte della consuetudine, non stupisce più?

20 luglio 2009

PENTITI.....UNA BRUTTA RAZZA.

Da qualche tempo, tra Il Giornale e La Repubblica è in corso un duello all'ultima penna e si sa che in guerra (e in amore) tutto è permesso.
Non ho preferenze nè per gli uni nè, tantomeno, per gli altri perciò non giudico. Mi limito a ossevare.
Trovo, però, curioso oltrechè esilarante la posizione che il direttore del berlusquotidiano ha assunto in un recente editoriale dal titolo: "Giornali morbosi. Ci mancava solo la scrittrice hard".
Il buon Giordano, questa volta, mi trova assolutamente d'accordo!
Sarebbe infatti ora di smetterla col voyerismo da osteria e tentare di occuparsi seriamente dei problemi politici e sociali che affliggono il nostro Paese. "(...) L'Istruzione varava la riforma dell'Università? «E va bé, ma hai sentito i capezzoli?». Il governo presentava il Dpef? «E va bé, ma hai sentito i capezzoli?». La Camera approva la legge sulla violenza sessuale? «Si, però, i capezzoli.....». (...)" scrive il megadirettore.
Ma.
Tralasciando che egli stesso ha trasformato Il Giornale nell'organo ufficiale di palazzo Grazioli, la sua protesta ricorda quella dell'ex tabagista che prima è così assuefatto da usare persino abiti in tinta con la sigaretta (tipo panta bianchi e camicia giallognola stile filtro...) e poi è così incazzato da appostarsi armato di ascia bipenne da dare in testa a quegli zozzoni che avvelenano il prossimo.
Sciur Giordano, orsù!
Ha già dimenticato il suo passato da direttore del TC di ItaliaUno?
Ah....."TC" non è un errore di battitura, è l'acronimo di TetteCuli!

19 luglio 2009

EXTRAORDINARY LIFE (for overbearing...)

Non credo di esere un bacchettone eppure certi comportamenti proprio non li sopporto.
Parlo dell'uso (improprio) del telefono cellulare.
Per carità non voglio fare la solita critica a chi lo usa dove non dovrebbe, per esempio al cinema o in pizzeria. Volevo invece parlare di un altro fenomeno: lo smanettamento compulsivo.
Inizialmente chi soffriva di questo disturbo erano per lo più adolescenti, poi il virus si è propagato al resto della popolazione.
I telefoni cellulari moderni oramai permettono di fare tutto (tranne telefonare...) e, perciò, il popppolo si sbizarrisce.
La categoria che più mi infastidisce è quella formata da: uomini e donne, in età compresa tra i 35 e i 45 anni, con istruzione superiore e di fascia sociale medio-alta.
I soggetti in questione vivono all'interno del cellulare ma il loro corpo, costretto all'esterno, è libero di fare quello che vuole. Infatti camminano col capo chino sullo strumento e vedono il mondo solo con la visuale periferica. Allora capita che se li incroci, tocca far attenzione a non farsi travolgere.
E' un vero peccato però, che riescano a individuare ed evitare i pali della luce!

18 luglio 2009

ANCHE LORO ASPETTANO TELEGRAMMI.....

Giovanni Garetrinz di Tarvisio si è svegliato con un lieve giramento di testa e, dopo essersi misurato la temperatura, ha ingerito una compressa di Aspirina insieme con mezzo bicchiere di acqua minerale San Pellegrino.
Ora le sue condizioni sono stabili.

Teresa Granziert di Pieve di Cadore uscendo dalla doccia è scivolata e ha urtato il mobiletto posto sotto la finestra ammaccandosi lievemente l'anca sinistra.
E' stata dichiarata guaribile in poche ore dal marito Hubert.

Claudio Zarrignet di Trescore Balneario a seguito della ricca colazione a base di fette biscottate imburrate, marmellata di pesche, succo di frutta e caffè, mentre dosava il dentifricio sullo spazzolino ha emesso un rumoroso rutto. In quel mentre la mamma, che percorreva il corridoio verso il secondo bagno, gli ha espresso il proprio biasimo.

Mariangela Tergnariz di Sondrio, ma attualmente in vacanza a casa della zia Iside a Caorle, terrorizzata dal pensiero di dover giustificare la presenza nel proprio letto di Calogero, il siciliano conosciuto ieri sera sul lungomare, ha deciso di farlo uscire dal balconcino che dà sul cortile.
Fortunatamente la zia abita al primo piano di una villetta bifamiliare.

.....No perchè.....è ancora valida la "regola" che gli ultimi saranno i primi, vero?

17 luglio 2009

UNA LEGGERA CRITICA.

Ho letto un'intervista di Mattia Feltri, su La Stampa, al ministro Gelmini, dal titolo: "Gelmini: i cinque in condotta? E' l'addio al '68".
Su questo punto mi trovo in parte d'accordo, nel senso "del lassismo e del buonismo" e di quella "cultura che ha prodotto il sei politico, il diciotto politico, che considera la valutazione un atto d'imperio e livella verso il basso". Perchè la questione non è solo culturale ma anche e, forse, soprattutto, politica.
Considerando il contributo fondamentale che il Sessantotto ha dato nel senso di "uccisione simbolica della figura del padre", non si può negare che la scuola abbia subito un processo di trasformazione che la rende oggi non più un luogo di educazione bensì un diplomificio.
Ed è proprio su questo punto che la ministro inciampa, contraddicendo il portato ideologico della fazione politica di cui fa parte. Infatti, nel momento in cui l'autorevolezza della figura dell'insegnante viene costantemente delegittimata da chi sostiene una certa "cultura" della libertà. I genitori, ad esempio, che invece di assecondare il compito dell'istitutore, si pongono come i soli portatori del diritto all'educazione; e quando la necessità economica prevale con amministratori e o presidi, ad esempio, che, costretti dal ministero a "produrre risultati" perchè viceversa verrebbe meno il presunto prestigio della scuola da offrire sul mercato come una primizia ortofrutticola, assecondano in tutto le volontà dei genitori che "investono".
E' così che il senso dell'esistenza di strutture educative non ha più ragione d'essere.
Ma correggerla significa limitare quelle "libertà" di cui essa, la ministro, più o meno direttamente, si fa portatrice in quanto sostenitrice di una determinata ideologia politica.
E' ovvio che la scuola non debba essere intesa come "sala d'aspetto" dell'età adulta, ma nemmeno come catena di montaggio con tanto di premio produzione.
Signora ministro, decida da che parte stare!
Questo tipo di atteggiamento culturale, sostenuto, bisogna dirlo, da una certa destra e da una certa sinistra, ha prodotto i risultati, tutt'altro che eccellenti, che ora ci troviamo innanzi.
Vuole che la scuola italiana torni ad essere di altissimo livello, come da tradizione?
Allora incominci a rivedere il trattamento riservato alla classe degli insegnanti, perchè quando lo stipendio è da fame e la tranquillità (anche mentale) è continuamente messa in dubbio mediante politiche sociali che "istigano" alla precarietà professionale (e perciò di vita!), lo stimolo a fare bene, a dare il massimo, viene meno.

16 luglio 2009

DEDICATO ALLA CUOCA, LA PAZZA.

Spezzoni di "Verso sera", regia di Francesca Archibugi con: Marcello Mastroianni, Sandrine Bonnaire, Giovanna Ralli, Lara Pranzoni, Zoe Incrocci, Paolo Panelli, Giorgio Tirabassi.



12 luglio 2009

IL SILENZIO E' D'ORO, LA PAROLA E' D'ARGENTO.

Degli altri, poco ci interessa. Eppura vogliamo sapere tutto.
Se qualcuno ci racconta un episodio della propria vita, fingiamo interesse. Ma dopo appena due minuti, l'abbiamo dimenticato.
E tuttavia non possiamo farne a meno.
Ti ascolto (anzi, fingo di farlo...) perchè così tu ascolti me.
Questo è il prezzo che riteniamo giusto, in questo genere di scambio.
Infatti, non a caso, consideriamo migliore chi sa ascoltare.
O finge meglio di farlo.....

10 luglio 2009

L'ARNESE SUBUMANO

Oggi alla radio.
Tema della trasmissione: "Quella volta che vi hanno rotto l'oggetto a cui tenevate tanto".
Sms di un ascoltatore: "La donna delle pulizie mi ha rotto la puntina del giradischi, che io considero un figlio.
Licenziata la sera stessa!".
Sembra incredibile, sembra un'esagerazione, sembra una sciocchezza.
Sembra.
Si legge e subito la si dimentica, probabilmente perchè è così grave che non ci si bada più. O, probabilmente, perchè sono così tanti quelli che la pensano in modo simile da rendere l'episodio normale.
Chissà quante volte si è sentito dire di gente disposta addirittura ad uccidere chi danneggiasse un vetro o la vernice sulla carrozzeria dell'automobile.
O che si vantano di amare e rispettare più il proprio cane piuttosto che il collega di lavoro o il vicino di casa.
Massì dai, cosa vuoi che sia. Sono cose che si dicono, ma non si pensano realmente.
Siamo proprio sicuri?
Chi vuole pensarla in questo modo è, purtroppo, padrone di farlo. Ed è questo il motivo per cui divido gli esseri umani in "persone" e "mostri".
Una delle citazioni che preferisco è di Karl Marx, e recita: "Il risultato di tutte le nostre scoperte e del nostro progresso sembra essere che le forze materiali vengono dotate di vita spirituale e l'esistenza umana avvilita a forza materiale".
In poche parole, ecco il concetto di reificazione ossia la soggettivizzazione dell'oggetto.
La reificazione ha un legame imprenscindibile dal capitalismo, al quale interno i rapporti tra esseri umani vengono ridotti a rapporti tra le merci da essi prodotti.
Nel caso in questione, "la donna delle pulizie" non è un essere umano ma è un utensile di lavoro di cui si può disporre a proprio piacere. Come un chiodo, che quando si piega si getta via e se ne prende un altro.

9 luglio 2009

INDOVINELLO

Primum vivere, deindre philosophari.

Concreto è l'unico credo di cui si cura,
metafisica e filosofia li lascia agli sciocchi che han paura.
Eppur, mentre attende che il cèrulo principe si proponga con quattro dorate mura,
s'affida a oroscopi e tarocchi per scacciar la jettatura!

7 luglio 2009

DEDICATO ALL'ARTE CONTEMPORANEA.

Fondato a Torino nel 2006 da due amici appassionati d'arte, il "Gran Premio Pimice&Pomice" si propone la segnalazione al grande pubblico della miglior performance artistica del panorama contemporaneo.
In occasione della Biennale di Venezia, una nota particolare è stata riservata all'esibizione di Pistoletto.
La descrizione dell'avvenimento, assolutamente imperdibile per la ricchezza emotiva, è tratta da un reportage a cura di Maria Giulia Minetti dal titolo "Biennale come non la vedrete" ("Specchio, il mensile de la Stampa", nr.584 luglio 2009, pgg 66-67):
"Tornato alle proprie origini con una sala all'Arsenale tappezzata di enormi specchi in cornici dorate, di esatta proporzione ed esattissima collocazione, infinitamente luminosi e labirinticamente scortertanti, Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), con un gesto di grande vigore artistico e metaforico, ne ha frantumato il giorno dell'inaugurazione un'intera parete. Si replica in chiusura."
La cerimonia di premiazione avrà luogo il giorno 4 agosto presso l'Antani's Hotel di Piossasco (To).

3 luglio 2009

CATEGORIE PROFESSIONALI: 2. IL PROFESSIONISTA

Con la definizione "professionista" si intende appunto chi esercita una professione, un mestiere, e, nel nostro caso specifico, chi, dopo il diploma o la laurea o un corso di studi specialistico, esercita un'attività in proprio: avvocato, commercialista, medico dentista, architetto, giornalista, ingegnere, geometra, sono alcuni esempi.
Quel che contraddistingue la maggior parte di coloro che rientrano in questa categoria sono l'alterigia e l'arroganza. Essi hanno la convinzione che tutto gli sia dovuto; le porte, al loro passaggio, devono aprirsi senza esitazioni; guardano e squadrano dall'alto chiunque non appartenga al loro rango.
Il professionista è membro (consapevole) di una élite, egli non è un individuo "normale" ma è, anzitutto, un professionista. Infatti non è mai "Mario Rossi", bensì "Rossi, ingegner Mario". La sua appartenenza ad una élite è confermata dal suo fare parte di un albo di categoria.
Il professionista è, tendenzialmente, un corporativista perciò antepone i propri interessi di categoria a tutto il resto.
La sua filosofia di vita non differisce moltissimo da quella del "bottegaio", ma esso si considera di un livello superiore. Ad esempio, se il bottegaio è "fissato" col profitto e maneggia piacevolmente denaro, il professionista, invece, pur perseguendo il medesimo obiettivo possiede un tipo di moralità ipocrita e preferisce quindi evitare di parlare o di sporcarsi le mani con lo "sterco del demonio".
Generalmente quando si tocca l'argomento, il professionista dichiara che "il denaro è un mezzo, non un fine", però trascorre due terzi della giornata (e sette giorni su sette!) in ufficio.
Come dicevo, il professionista è un corporativista, nel senso stretto del termine, nel senso che ritiene utile, e valida, solo la propria corporazione. Quindi, ad esempio, il geometra considera l'architetto un imbecille che non sa fare niente e l'architetto considera il geometra un manovale diplomato.
Ha un rapporto, diciamo così, particolare con il fisco. E, di conseguenza, ha un rapporto particolare con i colori: ama in assoluto il nero.
Differentemente dal bottegaio, il professionista non considera lo Stato ladro. Più semplicemente, egli fa questo ragionamento: sono disposto a pagare, a patto che il servizio in cambio sia visibile e tangibile. Perciò, non batte ciglio per le marche da bollo ma non sopporta il ticket sanitario, perchè "io non vado all'ospedale, semmai in clinica privata!".
Ed anche riguardo alle "collaborazioni" ha lo stesso atteggiamento. Se ne è usufruttore, pensa che gli spettino di diritto e quindi sfrutta tutti i mezzi in suo possesso per ritardarne la solvenza, viceversa pretende celerità e puntualità.
Il professionista considera i propri dipendenti esseri inferiori fino a quando non raggiungono il grado di "dottore" e, stranamente, i diretti interessati ritengono questo tipo di vessazione un "normale" transito della propria carriera. Sottopagati e maltrattati, ma lo chiamano "apprendistato".
Tuttavia, il professionista, è un frustrato. Già, perchè pur considerandosi un eletto, un semidio, non gli viene riconosciuto questo status. E non si raccapezza di questo. Del resto egli sa che il mondo è governato da chi ha il potere e avere i soldi è un potere. Ma non capisce per quale oscuro motivo non gli venga riconosciuto.
Il professionista va sempre di corsa, egli non ha tempo da perdere. Il tempo è denaro, si sa.
Anche fuori dal lavoro, infatti, un buon professionista è sempre al lavoro!
Se ha un incidente d'auto non grave, tira fuori il libretto degli assegni e risolve; al ristorante non c'è posto e bisogna aspettare? lauta mancia al cameriere e risolve; i figli hanno bisogno di maggiori attenzioni? videogioco nuovo e risolve.
Il professionista è un fervente seguace della Partita Iva e se fosse un politico il suo motto sarebbe: più ritenuta d'acconto per tutti!
Infine la vita privata.
L'uomo considera le donne, tutte tranne la mamma (e solo in alcuni casi, la sorella), bipedi disposte a vendere o affittare il proprio corpo; la famiglia è una palla al piede; la casa un boudoir; l'automobile, la carta di credito e il palmare prolunghe rispettivamente: del pene, del pene, del cervello. Se potesse si sposerebbe con una ventenne formosa, colf, muta e orfana.
La donna, invece, considera tutti gli uomini (compresi papà e fratelli!) dei coglioni incapaci; la famiglia è una palla al piede; la casa un museo; l'automobile, la carta di credito e le scarpe: strumenti di potere. Se potesse si sposerebbe con un suo simile, professionista e, preferibilmente, gonfiabile.

(prossimamente: 3. Il Padroncino)

1 luglio 2009

CATEGORIE PROFESSIONALI: 1. IL BOTTEGAIO

Io i bottegai non li ho mai potuti sopportare!
Senza dubbio posso dire di conoscerli, dato che per molti anni ho fatto il barman e più imparavo a conoscerli più odiavo il loro modo di fare e pensare.
Il bottegaio non ha una vita privata, per esso il lavoro è tutto. Ma non il lavoro inteso come attività umana, bensì il lavoro legato al profitto.
Quella del bottegaio è una delle categorie fondamentali della società capitalistica. Nasce, produce, consuma, muore.
Nella maggior parte dei casi: possiede una casa medio grande che arreda con gusto e riempie di elettrodomestici all'ultima moda, ma ne riduce l'utilizzo a dormitorio; ha l'automobile (e in alcuni casi, anche un furgoncino) ma che usa principalmente per scopi legati all'attività professionale; ha una famiglia che non conosce e con cui interagisce solo all'interno del negozio.
Si considera il vero motore dell'economia nazionale e lavora in media tra le 10 e le 14 ore al giorno, minimo per 6 giorni la settimana.
Non perchè ne abbia realmente bisogno ma perchè "lo Stato gli ruba i guadagni con le tasse".
Sarebbe, tutto sommato, ammissibile sacrificarsi per una ventina d'anni in funzione di una "vecchiaia" agiata, ma per il bottegaio non è concepibile.
Egli si considera "persona" solo se crea profitto.
La sua nascita risale non alla sua nascita fisica, ma all'apertura della prima attività oppure, nel caso sia "figlio d'arte", a quando intorno ai sette-otto anni già lavorava nella bottega di papà, e cessa di essere una "persona" quando non è più in grado di tirare su la serranda. secondo lui chi va in pensione, e chi si riposa in generale, è un debosciato.
Per il bottegaio i "veri" lavoratori sono solo i suoi simili.
I lavoratori dipendenti sono dei mangia-pane-a-tradimento che nella vita non si sono dati abbastanza da fare, approfittatori che "appena ti giri ti accoltellano o, peggio, mettono le mani in cassa".
"Comodi loro, i dipendenti, non hanno problemi. Il sindacato li protegge e col minimo sforzo si comprano all la casa e tutto quello di cui abbisognano!". Conseguentemente a tutto ciò, è quindi un dovere spremerli facendoglielo anche pesare.
Il bottegaio è cittadino del mondo, nel senso che indifferentemente dalla nazione a cui appartiene, mantiene caratteristiche simili. Con un punto fermo, però. Ad esempio, in Italia: se è torinese lavora più del ligure, se è veneto lavora più del napoletani, e così via.
Dal punto di vista politico è eclettico e viene attratto di volta in volta dal partito che promette meno tasse, sia questo di destro o di sinistra. La lega Nord va a nozze con elementi simili!
Un ultimo appunto.
Le caratteristiche negative che contraddistinguono il bottegaio, aumentano esponenzialmente nel caso di bottegaio-artigiano.
Ovviamente sono consapevole di essere soggetto a critiche per la generalizzazione, ma del resto va di moda in questi tempi.....

(prossimamente: 2. Il Professionista)