.....the ordinary life is pretty complicated stuff.....

27 novembre 2012

Impotenza.


Impotenza, non riguarda solo la sfera sessuale.
Impotenza, è arrivare a fine giornata senza nemmeno la voglia di addormentarsi. Che tanto non serve a nulla.
Impotenza, è svegliarsi al mattino e pensare subito a quando arriverà la fine di un’altra giornata.
Impotenza, diventa sinonimo di depressione. Nel senso di apatia, di non voglia di fare.
Nei confronti di tutto. Perché ogni sforzo è vano.
Personalmente, sono sempre stato, e anzi probabilmente lo sono ancora, disposto al sacrificio, a rinunciare ad avere qualcosa nell’immediato, per godermelo alla fine.
Ad esempio, penso ad una sciocchezza, fino a qualche tempo fa, per quanto riguarda il cibo tenevo da parte l’estremo godimento per il boccone finale. Ora, non me ne preoccupo più. Tanto non cambia nulla.
Disposto al sacrificio.
Nel lavoro.
Per anni ho subito anche angherie, a volte, perché fiducioso che mi avrebbe reso il conto.
Una volta ottenuta la Licenza Media, mio padre, prima di separarsi da mia madre e costringerci a sacrifici ben più gravi di quelli che avevo in mente, mi chiese cosa avrei voluto fare del mio futuro, se continuare negli studi o iniziare a lavorare. Uno sciagurato, insomma. Anzi, un autentico vigliacco. Che invece di assumersi delle responsabilità di padre, abdica.
Ad ogni modo, la mia scelta ricadde sul lavoro. E scelsi, differentemente dal mestiere suo, ossia il cuoco, di fare il barman.
Con entusiasmo.
Dalla gavetta più dura, ai limiti del nonnismo militaresco. Con la speranza, ma anche la convinzione data dal momento storico che ancora sosteneva determinate visioni,  che il sacrificio mi avrebbe portato benessere, se non propriamente economico almeno professionale. Ed era quello a cui miravo, senza nascondere una certa natura idealista.
Ma, una volta giunto a livelli professionali apprezzabili, per cause, di salute prima e di carenza di posti e d’orgoglio professionale poi, ho scelto (dovuto) abbandonare tutto.
Quasi venti anni di sacrifici buttati via.
E siamo nuovamente all’impotenza.
Stringere un pugno d’aria.
Come penso oggi a tutti gli anni di lavoro che ho svolto e che ancora dovrò svolgere, con la chimera della pensione d’anzianità.
Sembra sciocco pensare a quarantanni a quando si sarà vecchi. Ma è questa la pena dell’Uomo. Perché, nonostante i cambiamenti in corso, la conservazione della specie rimane ancora un fine antropologico.
E ci si sente impotenti.
{poi, magari, un’altra volta parlerò di altra impotenza…nemmeno questa riguardante la sfera sessuale, non solo perlomeno…}

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