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martedì 27 luglio 2010

Car-e/i/u/w/f/x/y compagn-e/i/u/w/f/x/y, "lonzianamente" sputiamo sull'uguaglianza!



Sottotitolo: cachiamo su Marxe!



Leggendo la bozza per il Documento Congressuale della Federazione della Sinistra siamo giunti alle seguenti conclusioni: è giusto preservare e lottare per la differenza!
Viva la differenza!
Basta con il patriarcato!
Viva la differenza di genere!
Inoltre, non esiste solo l'eteroessualità: pensiamo ai LGBQT!
Secondo una sessuologa ingese, i sessi sarebbero milioni!
E perchè non miliardi?
Dovremmo, giustamente, adeguare anche la grammatica!
Pertanto, compagna/b/c/d/e/f/g/h/i/j/k/l/m/n/o/p/q/r/s/t/u/v/x/w/y/z/@/#/§, lottiamo per la differenza, per ogni differenza!
Per i LGBQT e per i miliardi (infiniti) di sessi esistenti, per i borghesi, differenti dai proletari e per ogni soggettività economicamente differente!
Viva il comunismo! Viva l'Arcobaleno... e Goldrake dove lo mettiamo... Allora, viva Goldrake!

domenica 24 maggio 2009

PARLER DE LA PLUIE ET DU BEAU TEMPS

Tra le innumerevoli inutilità del nostro tempo, merita una citazione particolare il "meteo".
Si badi, non la "metereologia" (che è quella "parte della geofisica che studia i processi che hanno luogo nell'atmosfera e le loro influenze sul clima") ma la sua versione radio-televisiva in stile show.
Ora, senza naturalmente esagerare, riconosco che in particolari periodi sia utile sapere se "domani pioverà" o sarà "nuvoloso", ma non è pasquetta tutti i giorni.
Pur nonostante, per molte più persone di quel che crediamo, il "meteo" ha importanza fondamentale, al pari del suo "cugino" oroscopo.
Ricordo, ad esempio, due film in cui risulta questa importanza: in "Seven" c'è la scena in cui Pitt e Freeman individuano il nascondiglio del serial killer e, leggendone i quaderni, scoprono che vomita addosso ad un passeggero del metrò che gli parla del tempo;

in " The Weather Man" Nicholas Cage, ogni volta che incrocia un telespettatore, diventa bersaglio del lancio di dolci o bevande perchè sbaglia le previsioni.

Il meteo, come appunto il cugino oroscopo, è una necessità nella nostra società, o meglio la nostra società è strutturata in maniera tale che il meteo occupi un posto di rilievo. Perchè permette un'azione fondamentale all'essere umano, la comunicazione.
Basta guardarsi attorno per capirlo.
A nessuno interessa un fico secco della vita altrui, e questo è un portato dell'eccessivo individualismo d'accordo, ma possediamo un istinto naturale a cui dobbiamo rendere conto: la socialità. Per cui socializziamo sulla base di assolute inutilità: "hai visto che pioggia? Speriamo che smetta", "il mio oroscopo diceva che ieri dovevo morire, ma sono fortunato!", "ha fatto bene Anna Piccioni a mollare Stefano Strappetti..." e via dicendo.
Tutto ciò non è il sintomo di una specie di idiozia dilagante ma è il risultato della schiacciante vittoria del nichilismo e del postmodernismo.
Il meteo, l'oroscopo, il gossip e le innumerevoli altre "vaccate" (pardon!) esistenti restituiscono (in parte) quel che è stato scippato: la speranza.
Qualcuno tenta di resistere, infatti scientisti e teologi si schiaffeggiano a vicenda, pur perseguendo un fine simile.
Insomma, l'essere umano ha bisogno di uno scopo, un sogno, un'utopia. E se gli viene a mancare, se la inventa.
Concludendo, la necessità non è dunque "eliminare" meteo, oroscopi e varie, ma ripristinare una delle priorità fondamentali dello spirito umano che, tra l'altro, è anche quella che ci rende differenti da molte specie animali: la speranza nel futuro.

lunedì 16 marzo 2009

FURBERIE XENOFOBE

Quando è saltata fuori la norma che impone ai medici di denunciare i clandestini che richiedono assistenza sanitaria, quel che non ci si augurava è proprio quello che è capitato a Bari nei giorni scorsi: una donna nigeriana, clandestina e costretta alla prostituzione, è morta di tubercolosi.
Molto probabilmente se si fosse sottoposta ad esami clinici si sarebbe salvata.
In più, ora, il problema è un altro ossia il rischio di contagio a cui potrebbero incorrere coloro che hanno usufruito dei "servizi" della donna.
E non mi stupirei di scoprire che alcuni di questi simpatizzano per chi ha proposto e approvato la norma.

mercoledì 16 luglio 2008

Umani...meno umani?

Da qualche giorno un pensiero mi rimbalza in testa continuamente.
Gli umani.
Gli animali domestici.
Gli animali domestici e gli umani.
Chi non possiede, o non ha mai posseduto, un animale domestico?
Cani, gatti, uccelli, pesci, serpenti, e alcuni, ma non per scelta, addirittura....ratti o insetti!
Ebbene, tutto ciò ricorda uno dei libri che preferisco e che viene considerato il capolavoro di Philip K. Dick:"Gli androidi sognano pecore elettriche?".

Nel romanzo, possedere un animale è un segno distintivo dell'appartenenza al genere umano e del proprio benessere economico.

Trovo che ci sia una preoccupante analogia con il mondo occidentale, infatti molto raramente mi è capitato di vedere un extracomunitario a passeggio con un cane.