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martedì 26 maggio 2009

QUESTA E' LA VERA "INFLUENZA SUINA"!

E' praticamente passata sotto silenzio l'inizio della discussione in Senato sulla cosiddetta "Bozza Ichino" prevista per il 19 maggio scorso.
L'obiettivo della proposta di legge (ideata dal senatore della maggioranza Nicastro e confluita poi nella bozza Ichino, che quindi la "trasforma" in bipartisan) prevede la diffusione della "Mitbestimmung" ossia la cogestione dell'azienda ("rilanciata alla grande dall'ingresso del sindacato Uaw nel nuovo assetto societario Fiat-Chrysler" recita il Corsera del 20 maggio).
La bozza prevederebbe una "esenzione fiscale fino alla soglia di 2600 euro (ma con un periodo minimo di possesso delle azioni di 4 anni) e una detrazione dall'imponibile del 19% fino a 5200 euro. Inoltre la redistribuzione derivante dalla distribuzione di utili a titolo della partecipazione dei lavoratori nel capitale non concorre a contribuzione previdenziale".
Ovviamente tutti d'accordo, dal ministro del Welfare Sacconi alla Cisl, a maggioranza e opposizione e anche la Cgil pare che stia prendendo in esame una discussione a proposito.
C'è altro da aggiungere?

lunedì 11 maggio 2009

ALLA FACCIA DEL "MODELLO PARTECIPATIVO"

Differentemente da quello che alcuni vorrebbero far intendere, il sindacato americano Uaw e i lavoratori della Chrysler non fanno salti di gioia. Piuttosto fanno buon viso a cattivo gioco, dato che non avevano scelta.
Questo si deduce dall'intervista di Francesco Semprini a Harley Shaiken, docente a Berkeley ed esperto di diritto sindacale, su "La Stampa" del 9 maggio.
Vediamo cosa fa pensare a questo.
Domanda: "Quale sarà il ruolo di Uaw nella nuova Chrysler?"
Risposta: "Anzitutto occorre precisare che la quota del 55% non è di Uaw ma è controllata da Verba, il fondo fiduciario che gestisce i piani di assicurazione sanitaria. Il sindacato svolge attività di sorveglianza e nominerà un consigliere sui nove del Board di Chrysler ma non potrà in alcun modo interferire nella gestione ordinaria".
Beh, direi che questo basta e avanza!
Riassumiamo:
1. la quota di maggioranza (ben il 55%!) non è controllata dal sindacato;
2. la suddetta quota dà "diritto" ad un posto da consigliere sui nove previsti (1 su 9!) ma non dà possibilità di intervenire (curioso che Shaiken usi invece il termine "interferire"...) nella gestione, ovvero la minoranza decide!
Personalmente, definisco tutto ciò una buffonata. Ma, magari, il mio è un giudizio avventato. Nel caso, qualcuno vorrebbe spiegarmi da che parte stà la convenienza?

domenica 25 gennaio 2009

IL MANIFESTO DEL PARTITO ICHINISTA.

Basta con questi metodi brutali della classe operaia, che vuole impedirci di mettere allegramente mano allo Statuto dei lavoratori!
Noi giuslavoristi ci battiamo per la salvaguardia dell'unico lavoratore degno di questo nome: l'imprenditore! 
Prefazione.
Uno spettro si aggira per l'Europa: il riformismo giuslavorista! Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: Partiti Comunisti e movimenti democratici, operai e impiegati, precari piangenti e servizi d'ordine sindacali! 
Quale "comunità accademica" non è stata tacciata di ichinismo dai suoi avversari sociali; qual movimento sindacale non ha rilanciato l'infamante accusa di ichinismo tanto sugli studiosi più riformisti del sindacato stesso, quanto sui propri avversari dell'assistenzialismo conservatore?
Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.
L'ichinismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.
E' ormai tempo che gli ichinisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro dell'ichinismo un manifesto del partito stesso.
A questo scopo si sono riuniti a San Babila ichinisti delle nazionalità più diverse e hanno redatto il seguente manifesto che viene pubblicato in inglese, milanese, klingoniano, olandese, veneto e yiddish.

I. Straccioni nullafacenti e buoni riformisti 

II. Meravigliosi borghesi e illuminati Ichinisti 

SFRUTTATORI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!

giovedì 25 dicembre 2008

NOVITA' 2009: LA SOLUZIONE ALLA CRISI E' L'EUTANASIA PER I LAVORATORI.

Non voglio fare il guastafeste. ma la proposta del ministro del welfare Sacconi mi pare l'ennesima presa in giro e il fatto che i sindacati siano d'accordo mi preoccupa ancora di più.
Se devo scegliere, sono indubbiamente favorevole all'intervento dello Stato, ma attenzione perchè quelle fatte finora e quelle che si faranno non sono operazioni stataliste ma semplicemente manovre per salvare le chiappe agli imprenditori. Insomma sempre la solita storia, e, se capita, di traverso, un'amara pillola che con lo zucchero va giù.
Quel che deve essere riformato è l'intero sistema, mettere continuamente pezze sui buchi non è (e non può essere!) la soluzione in quanto il buco rimarrà.
L'idea di ridurre l'orario di lavoro permettendo nuove assunzioni non è una cattiva pensata, tuttavia nasconde insidie tremende, prima tra tutte l'ovvia diminuzione delle retribuzioni che comporterà inevitabilmente non solo un aggravarsi della crisi ma una spinta ulteriore verso la riduzione del costo del lavoro a livelli assolutamente inaccettabili.
Sorge una domandina semplice semplice: se chi oggi percepisce uno stipendio compreso tra 850 e 1000 euro e non riesce a finire il mese, oppure ci arriva con gravissime difficoltà, cosa farà con 200 euro in meno?
O forse si pensa che le spese di casa, alimentari, eccetera, non si affrontano nei giorni non lavorativi?
I soliti genialoidi dotati di profumatissimi occhiali di salame penseranno che io voglia fare la solita tirata al governo o ai buoni padroni, ma urge dire a questi signori di non affaticarsi perchè se non capiscono la gravità di determinate proposte che continuino pure ad abitare l'emisfero buio della Luna.
Quando si parla di crisi, inevitabilmente, si parla anche di sacrifici, ma (guarda caso...) i sacrifici si chiedono sempre e solo ai lavoratori. Questa crisi a detta dei cosiddetti esperti è più grave delle precedenti, ma ciò non impedisce il continuo avanzare dell'avidità del capitalista.
Piccoli, ma importanti, correttivi sono davanti agli occhi di tutti e nessuno li vuole vedere. Uno su tutti la diminuzione delle tasse sui salari!
Solo che il cane capitalista non vuole mollare l'osso!
E poi, cresce un'altra preoccupazione.
Intervenire sull'orario di lavoro, sul salario e (non dimentichiamolo!) con detassazioni degli straordinari, non vuol dire altro che permettere lo sfruttamento ancora più feroce delle masse di lavoratori extracomunitari oggi e dei lavoratori italiani disperati domani.
La tecnica è una scoperta umana meravigliosa, ma nelle mani sbagliate diventa un terribile strumento di morte.
Oggi i mezzi tecnologici permetterebbero la produzione di oggetti e servizi con l'impiego minimo di tempo e fatica, ma il sistema produttivo capitalistico ha un solo obiettivo: il profitto economico, e questo deve essere ottenuto con qualsiasi mezzo (sia esso lecito o illecito non importa!).
Allora, ce lo vogliamo mettere in testa una volta per tutte che il sistema capitalistico è una dichiarazione di guerra all'umanità? E che tutte quelle che vengono considerate vittoriose battaglie non sono nient'altro che concessioni per tenere buone le classi lavoratrici, se conseguite all'interno di questo sistema e non verso l'emancipazione dallo stesso?
Se vogliamo continuare a vivere non dobbiamo smettere di lottare. Perciò dobbiamo svegliarci!

domenica 8 giugno 2008

Opinioni.

Silvano Agosti sull'industria: " Tutto l'Occidente vive in un'area di beneficio perchè sta rubando... otto decimi dei beni del resto del mondo ...quindi non è che noi siamo il bene in un regime politico capace di darci la televisione...la macchina...no ....è un sistema politico che sa rubare otto decimi a tre quarti di mondo e che da un po' di benessere a un quarto di mondo che siamo noi...quindi signori miei...o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisogna accorgersi che siete tutti morti...voglio precisare...l'uso che si fa dell'industria, non l'industria...l'uso che si fa dell'industria è l'uso più sciatto e idiota che si potesse immaginare...non si può immaginare un uso più sciatto, tant'è vero che sta distruggendo il pianeta...sta spargendo ossido di piombo in tutte le città del mondo...sta creando cibi avvelenanti...sta facendo le peggio cose, sta facendo buchi nell'ozono...e tutti dicono...ah...bisogna aiutare l'industria...l'industria...capito?...è così idiota...per esempio dire : che rapporto c'è tra la scelta di trenta marche di dentifricio e l'inquinamento? rapporto cento a cento! E se noi avessimo invece tre dentifrici uno migliore dell'altro...con scritto dentifricio 1, dentifricio 2 e dentifricio 3...gli altri ventisette non inquinerebbero il mondo...e ho parlato del dentifricio...per non parlare di tutte le altre cose...perchè tutto è studiato per il profitto e non per la felicità dell'uomo...perchè per fare quello che fa l'industria bisogna uscire dalla vita...nel senso che la vita è clandestina all'interno dell'attuale cultura." (Tratto da: "Ca'Volo", Mtv 2001)