.....the ordinary life is pretty complicated stuff.....

29 aprile 2008

DEUS EST FILIUS DEI

La frase del titolo è tratta da "Ermeneutica" di Franco Battiato che continua con : "Tutte le macchine al potere.....gli uomini a pane ed acqua....."; la citazione seguente invece è tratta da "L'impero della vergogna" scritto da Jean Ziegler (Tropea edizioni, 2005), introduzione pagina 11:"Nelle favelas del Nord del Brasile le madri hanno l'abitudine, la sera, di far bollire dell'acqua in una pentola in cui hanno messo alcune pietre. Ai bambini che piangono per la fame dicono, nella speranza che si addormentino:' La cena sarà pronta fra poco'. Riusciamo a immaginare la vergogna di una madre che non può nutrire i suoi bambini tormentati dalla fame? ".
Ormai da qualche anno si discute sulla necessità di ricercare fonti di energia alternativa a quelle esistenti, prima di tutte il petrolio. Si è concluso che, andando avanti di questo passo, le scorte saranno esaurite entro cinquanta anni.
Gli scienziati si sono adoperati a tale scopo ed ecco comparire la soluzione: i bio-carburanti, ossia produrre carburante dalla coltivazione del grano e della canna da zucchero.
Questa fonte di energia comporta un "pro" ed un "contro".
La parte positiva, naturalmente appoggiata dagli ecologisti, concerne il fatto che l'uso di questo tipo di carburante riduce dell'80% l'emissione di gas che danneggiano l'atmossfera a tutto vantaggio del pianeta.
La parte negativa riguarda il fatto che per produrre i bio-combustibili è necessario coltivare la terra e, conseguentemente, ridurre la porzione coltivata per fini alimentari, per cui il rischio (non più "previsto" o "imminente" ma "reale" ed "attuale" viste le recentissime situazioni in diversi Paesi dove si parla già di chiusura alle esportazioni di riso, Argentina tra gli altri) è la fame!
.....Non tutte le ciambelle riescono col buco.....
Vogliamo ancora parlare di democrazia?

28 aprile 2008

FIRMATE!!!

Il 16 aprile ho ricevuto la proposta da parte di Alfio38 per pubblicare il link alla petizione denominata "Controlliamo i controllori" promossa dall'Associazione "IoSoCarmela".

L'argomento riguarda tutti noi, si tratta di "proporre una sorta di Osservatorio nazionale che vigili e controlli" i servizi sociali "affinchè vengano garantiti con i fatti tutti i diritti umani e civili che molto spesso vengono calpestati proprio da coloro che sono preposti alla loro tutela". I servizi sociali sono una risorsa e tutti dobbiamo occuparcene.
Sveglia!

Cliccate sul link, informatevi, bastano 5 minuti e sono convinto che non sia "tempo perso" e, soprattutto, FIRMATE!!!!!

Dai, porca pupazza!

Siamo tutti buoni a lamentarci di ciò che non funziona, ma quando c'è da fare un piccolo sforzo che facciamo?CONTROLLIAMO I CONTROLLORI ! Clicca qui per firmare.

25 aprile 2008

Fame!

Da bambino ascoltavo mia nonna che, ogni volta che facevo i capricci per non mangiare, mi diceva : "Beato te che non sai cosa è la fame".
Suo padre era impiegato alle Poste e doveva mantenere la moglie e cinque figli. Lei è emigrata a Torino nella seconda metà degli anni Cinquanta, ed è qui al nord che ha mangiato per la prima volta il pane con farina bianca.
Nella sua Palermo la carne, quella vera, la "vedevano" solo una volta al mese quando il padre riceveva in "dono" da un superiore una gallina ma nessuno di loro era felice di dividerla con altre sei persone e preferivano di gran lunga le "bistecche" della domenica, ossia melanzane affettate, impanate e fritte spacciate per cotolette.
Nella sua "dieta" di bambina erano comuni le carrube che rubacchiava nei mercatini insieme con i fratelli, e mi racconta che quando arrivarono gli americani incominciarono a mangiare (...tanto da non poterne più...) le patate dolci.
E poi c'era la guerra.
Lei la ricorda soprattutto con due aneddoti che hanno un comune denominatore, i bombardamenti.
Il primo riguarda quando nacque il suo fratello più piccolo che ancora oggi si porta dietro il ricordo sotto forma di demenza che l'ha ridotto ad una condizione di "eterno" bambino, nel senso che pur sviluppandosi fisicamente non lo è mentalmente ed è perciò non autosufficiente in tutte le sue funzioni; e il secondo, di quando tutti seduti a tavola in attesa della cena e con la pasta in cottura dovettero correre al rifugio, e quando tornarono a casa spaventati e stravolti mangiarono il pastone che si era nel frattempo formato.
Ancora oggi, nonostante siano passati sessant'anni con alterne fortune, il piatto principale della sua mensa è la pasta.
Lei la mangia con foga quasi avesse paura che qualcuno gliela tolga ma io non la riprendo più come usavo scherzare con una battuta in dialetto siciliano:
"'un t'assicuta nuddu! " (non ti insegue nessuno), perchè ho capito che è questo il suo modo per non dimenticare.
Il fascismo e la guerra hanno lasciato questa traccia nella mia famiglia.
Questo vuole essere il mio modo per dire grazie alle migliaia di italiani morti nella lotta di Resistenza al fascismo.
"Qualcuno" vorrebbe riscrivere la storia "senza più la retorica della Resistenza", io a quel criminale vorrei dire che può far riscrivere tutti i libri che vuole ma la memoria non si può cancellare!

24 aprile 2008

Inciviltà.....civili però!

In Arabia Saudita la legge prevede che le donne, senza la supervisione di un "guardiano" di sesso maschile, non possano prendere nessun tipo di decisione.
Che incivili!
.....Ma.....un momento.....Arabia Saudita?
Ah, vabbè!
Allora ritiro tutto.....non è mica l'Iran.....

23 aprile 2008

AAA...affittasi chiesa.

"Questa è una situazione che non piace a nessuno.
Occupare una chiesa è sempre una dissacrazione, ed è per questo che spero che entro una settimana possa riprendere l'attività pastorale al Carmine, che è una delle chiese più importanti della città", queste le parole del Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, riguardo agli sfollati del quartiere Melito che hanno occupato la chiesa del Carmine.
Così Adele, portavoce degli sfollati :"Quello che è successo non doveva accadere. Si sapeva già un anno fa che prima o poi avremmo lasciato le case di Melito ma nessuno ha fatto niente. Avevamo chiesto tende, come fanno per gli zingari, ma neanche quelle ci hanno dato".
Ora dai nostri caldi e comodi alloggi potremmo iniziare a discutere di :1) benchè in condizioni disperate, sia lecito o meno "occupare"; 2) sul fatto che sia più o meno giusto e con quale priorità "dare" case agli extracomunitari eccetera; 3) se sia più importante preoccuparsi di celebrare Messa o cambiare momentaneamente chiesa.
Lasciamo stare per un attimo queste sciocchezze e cerchiamo di vedere realmente il problema.
La vogliamo trovare una sistemazione a 'sti poveracci?
E, infine, una richiesta al Cardinale: trova che sia così sconvolgente che, per una volta, una chiesa venga momentaneamente utilizzata per dare riparo ad alcune famiglie di sfollati?
Ma non è compito dei Cristiani dare sostegno ai "diseredati"?Una volta, un certo Gesù (ne avrà sentito parlare.....), si dice, che fece sedere alla sua tavola i lebbrosi, perchè non apre le porte del Suo palazzo se è così infastidito da cotanta barbarie?

22 aprile 2008

A proposito di morti sul lavoro...

La Procura della Repubblica di Padova recentemente ha trasmesso alla Procura di Torino l'indagine sui marinai morti di mesotelioma a causa dell'amianto che respiravano sulle navi da guerra.
L'indagine riguarderà i decessi di ben 500 persone finora misconosciuti dalla Marina Militare.
Un avvocato di uno studio legale statunitense, Cohen Mitchell, a sua volta sta indagando alla ricerca di marinai italiani colpiti da mesotelioma e asbestosi per essere stati imbarcati su navi da guerra americane vendute all'Italia negli anni Sessanta e Settanta. Ha già ottenuto risarcimenti per migliaia di americani e per le famiglie di trecento marinai spagnoli.
A capo della Procura di Torino c'è Raffaele Guariniello, chissà che una delle innumerevoli vergogne che devastano il nostro Paese non possa venir se non debellato perlomeno "curato".
Leggete qui per sapere cosa è il mesotelioma e qui per quanto riguarda l'asbestosi, perchè dobbiamo sapere perchè e di cosa muoiono i militari italiani, lavoratori anch'essi, in tempo di pace!
Ulteriori informazioni al sito Aiea (l'Associazione Italiana Esposti Amianto).

21 aprile 2008

Un (primo) tentativo di analisi.

Ieri sera al telefono Davide ha affermato:
"Possiamo dire che l'Italia è un Paese di destra".
Effettivamente visti gli ultimi risvolti si potrebbe pensare questo senza dubbi, tuttavia la questione non può essere così semplice e merita un breve analisi.
E' necessario tenere presente che l'Italia ha sempre avuto il partito Comunista più grosso dell'europa occidentale, allora cosa spinge a pensare certe cose?
Il problema più grande, ho risposto a Davide, è soprattutto aver dimenticato o non compreso o aver messo in un angolo per eclettica comodità il senso della dialettica, non solo quella materialistica ma anche "solo" quella hegeliana e in generale quella della natura. La natura è in continuo movimento e ciò è incontestabile, significa cioè che nulla si può cristallizzare in posizioni stabili e usarlo a piacere ma piuttosto è d'obbligo ricercare soluzioni che superino il problema che di volta in volta si pone davanti.
Mi spiego meglio perchè non vorrei che questa affermazione sia tradotta in "eclettismo".
Considerare il "proletariato" moderno con i parametri di 150 anni fa è un errore gravissimo che alla fine si ritorce contro, sia in positivo che in negativo (su questo ci torniamo più in là) sono avvenuti dei cambiamenti nella società e non si possono chiudere gli occhi e non considerarli. Il fine ultimo, nella lotta di classe, non è la difesa del proletario ma è l'abolizione delle classi, ossia l'emancipazione dell'umanità dal giogo del capitalismo che riduce la libertà dell'uomo subordinandola al capitale.
Come dicevo, i parametri oggi sono cambiati. Ma non hanno avuto un cambiamento radicale immediato, vi sono stati passaggi intermedi. Vi sono state conquiste, ma a forza di adagiarsi sulle conquiste, nel frattempo trasformatesi in alcuni casi in "fatue" conquiste, si è perso di vista l'obiettivo finale e, ovviamente, le conquiste si sono trasformate in sconfitte.
Una verità è che il capitalismo è un sistema che si autoriproduce ossia, pur mantenendo le stesse regole, si adatta al cambiamento dei tempi che percorre. Pensiamo al mare, nonostante le onde continue lo ingrossino o lo deprimano continua a rimanere mare. E così anche il capitalismo. Le cosiddette "conquiste" sono state importanti ma sono anche servite al capitalismo stesso per continuare ad esistere.
Qui entra in ballo la criminale posizione del "finto" comunista, il quale dimentica agevolmente il "fine" per sostenere il "mezzo".
A mio modo di vedere quel che è accaduto, la sconfitta delle sinistre, non deve sorprendere perchè come dicevo a Carlo qualche giorno fa «quando si punta tutto sull'antiberlusconismo senza valutare i pericoli del "bipolarismo", quando si tenta di creare coalizioni che non hanno una strategia programmatica comune ma solo tatticismi talmente esasperati da trasformarsi in strategia, quando si nega la provenienza storica dicendo che "il comunismo è un'ideologia del secolo scorso e pertanto utopica", quando non si capiscono i segnali che il passato cerca di insegnarci ("qualcuno" di cui non faccio il nome ma solo il cognome.....Lenin, diceva che i comunisti al governo devono sostenere gli alleati non comunisti così come la corda sostiene l'impiccato, chi l'ha capito ed ha tentato di farlo è stato espulso da Rifondazione....), e soprattutto quando l'esponente di punta di un partito che vuole difendere "certi" interessi di classe non è e non è mai stato un comunista (tutt'al più un socialista massimalista) capitano queste cose» e ancora « non è questione di esser più o meno coglioni o stupidi, ma quando intere generazioni di "sinistra" vengono educate al "meno peggio" può capitare che si tappino il naso e svoltino pericolosamente, il compito delle sinistre era capire questo e comportarsi di conseguenza, invece essi hanno badato al contorno di sciocchezze e hanno completamente e criminalmente (perciò con assoluta malafede) non dimenticato ma "asportato" il principio della strategia, ossia la lotta di classe» .
Ho sentito Rizzo dire :" Si devono tutelare i diritti dei gay, non tutelare Luxuria".
Egli ha colto il problema in pieno. E' necessario tutelare i diritti dei gay così come quelli delle donne e di tutte le minoranze in genere ma non in quanto gay o donne o minoranze in genere piuttosto in quanto esseri umani. Se non si fa questo si cade pericolosamente come cadde Bruno Bauer nella polemica sulla "questione ebraica" (in breve, la polemica volgeva sul fatto che a suo dire gli ebrei tedeschi erano in primo luogo ebrei e poi tedeschi e quindi erano soggetti alle leggi ebraiche ma dovevano essere tutelati dalle leggi tedesche).
Questa è la posizione tipica del differenzialista (nel nostro caso di sinistra), il comunista invece non è differenzialista in quanto egli accetta e preserva le differenti "peculiarità" ma non difende le "differenze"; la "sinistra" a forza di "tutelare" questo o quello ha perso di vista l'obiettivo, ovvero "tutelare" tutti indiscriminatamente.

19 aprile 2008

E vediamo di finirla co' sta polemica.....

AFTERHOURS


"Non è per sempre"-"Voglio una pelle splendida"

BAUSTELLE

"Arriva lo ye-yé"-"Il liberismo ha i giorni contati"

MARLENE KUNTZ

"Nuotando nell'aria"-"Lieve"

17 aprile 2008

Nel tempo dell'assurdità logica.

Tornando a parlare di quanto sia "drogata" questa società e di quanto, conseguentemente, noi post-umani che la abitiamo siamo automatizzati, pensavo all'elettrodomestico televisore.
Generalmente quando, alla fine di una giornata di lavoro, cerchiamo un modo per rilassare il corpo e la mente quel senso che chiamavamo istinto (ma sarebbe corretto definire non-istinto o istinto pilotato), ora estinto, quasi impone ad abbandonarsi davanti alla tivù e quando qualcuno, con l'intenzione di spronarci o solo provocare, propone un'alternativa intellettualmente dispendiosa (leggere, pensare, discutere o solo giocare), rispondiamo con un'affermazione che possiede, benchè camuffata, l'essenza della depravazione del nostro essere "non-più-umani", portato diretto della società postmoderna:"Lasciami stare, non ho voglia di fare nulla!".
Il risultato devastante che si delinea in questo, apparentemente normale, esempio è la non-esistenza.
Da quando il nichilismo ha preso il controllo della nostra società, ontologicamente e antropologicamente ci siamo via via estinti fino alla definitiva scomparsa, di fatto non esistiamo più.
Rifiutiamo di prendere possesso di noi stessi, non perchè deboli o pigri ma perchè non ne sentiamo il bisogno, siamo programmati per non sentirne la necessità.
E se accade che qualche particella residua del nostro essere, che quasi inspiegabilmente ha resistito alla corrosione, trova il modo per "stuzzicarci", l'anomalo impulso viene immediatamente redarguito dal senso di appartenenza al nulla che gestisce il nostro essere così da farci mestamente rientrare tra le fila........
Perciò, vogliate scusarmi se ora torno davanti alla tivù......

16 aprile 2008

Non c'è una fava da ridere.....

Mentre "qualcuno" sparava a vanvera, "qualcun altro" si riorganizzava.
Sarebbe ora di smetterla di piangersi addosso e incominciare a lavorare seriamente!
Sveglia! La controrivoluzione non dà tregua!

14 aprile 2008

Ho votato! .....?

Sabato sera alle 19 mi sono improvvisamente reso conto del fatto che mancavano poche ore all'apertura dei seggi ed io non avevo ancora completamente le idee chiare sul da farsi.
In preda ad una lievissima sensazione di panico e al grido di "celo-manca" mi sono apprestato a leggere i programmi elettorali di TUTTE le formazioni in lista.
Alle 4 di domenica mattina ero giunto quasi alla fine dell'impresa quando ho avuto l'idea (geniale) di andare a finire il lavoro il più vicino possibile alla scuola dove avrei svolto il mio compito da bravo cittadino, quindi ho preparato il sacco a pelo, ho preso Ugo (il mio ratto di peluche) ed il pc (un desktop di 15 chili monitor compreso),e mi sono andato ad accampare all'angolo tra via Avogadro e via Valfrè facendo molta attenzione al minimo rumore per non farmi notare dal piantone della caserma Cernaia.
Mi sono svegliato di colpo verso le 7,30 e ho notato un labrador marrone, tenuto al guinzaglio da un distinto signore con l'impermeabile beige che leggeva il giornale, mentre annusava incuriosito il sacco a pelo all'altezza del mio inguine e con la zampa pronta ad alzarsi all'indirizzo del fagotto.
In un attimo sono schizzato in piedi e mi sono reso conto che era tardissimo e non ero ancora sufficientemente preparato all'evento, allora ho fatto rapidamente mente locale e cercando di scremare al massimo le diverse proposte ho deciso che avrei apposto le mie croci alle quattro seguenti formazioni:
1) quelli che proponevano la detassazione per tutte le risuolature; 2) quelli che proponevano l'obbligo della V taglia di reggiseno alle segretarie con età compresa tra i 25 e i 35 anni; 3) la lista dei rivenditori di giornali che regalano le figurine "calciatori" Panini; 4) quelli che proponevano l'obbligo ai barbieri di fare lo shampoo gratis (il noto "più shamppo per tutti"....).
Mi sono rassettato la cravatta e sono entrato nella scuola diretto alla mia sezione e subito ho incrociato un amico che mi ha salutato dicendomi una frase che lì per lì non ho ben capito ("che ci fai con un calzino intorno al collo?"...), poi giunto all'aula sono entrato in cabina un pò emozionato ed ho fatto il mio dovere, dopodichè con le schede bene aperte, poichè mi sorgeva il dubbio di aver sbagliato qualcosa, sono uscito e, rivolgendomi al presidente, ho chiesto : "Così è corretto?".

13 aprile 2008

Dateci lavoro e dateci riso!

Nella classifica degli avvenimenti importanti sicuramente merita il primo posto il viaggio della fiaccola olimpica accompagnata dalle manifestazioni pro-Tibet, ad Haiti intanto manca tutto.
Manca l'acqua, manca il cibo, manca l'elettricità.
Le strade sono barricate, le comunicazioni telefoniche interrotte, la situazione sanitaria fuori controllo.
Sono 260 mila le persone che necessitano di cibo, tra cui 80 mila bambini.
La settimana scorsa almeno cinque persone sono state uccise e una quarantina ferite. Port-au-Prince, la capitale, è paralizzata e molti negozi sono stati saccheggiati.
Ieri, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha chiesto ai rivoltosi della fame «di rinunciare alla violenza». Ha anche espresso la sua «comprensione per la sofferenza del popolo di Haiti dopo l’aumento dei prezzi del cibo e della benzina».
Ma che ce frega di 'sti morti di fame!
Ci sono cose più importanti a cui badare......povero Dalai Lama.....già!

Messaggi subliminali....?

La nostra è una società talmente drogata e assuefatta al capitale che, anche senza rendercene conto, tutti giustifichiamo cose che un essere umano non solo non giustificherebbe ma, con ogni suo mezzo a disposizione, cercherebbe di eliminarle, non ridurle ma annientarle, distruggerle affinchè nessun altro suo simile le subisca.
A parere di alcuni delinquenti, ufficialmente riconosciuti come grandi politici e o pensatori, le classi sociali non esistono più e se qualche stoico puzzone gli domanda in che modo allora spiegano le, effettive, differenze sociali essi rispondono che quella è la visione soggettiva di un manipolo di pazzi vetero bolscevichi refrattari al progresso dell'umanità.
...Ah...poteri del postmodernismo...
Accompagnando il tutto con sorrisini di sufficienza simili a quelli che si riservano solitamente ai pazzi o ai bimbi, talvolta capita che bipedi subumani prezzolati, comunemente conosciuti col nome di giornalisti, sollevino il "quesito dei quesiti" a esponenti politici che rappresentano (...o tentano di rappresentare...) coalizioni, movimenti, partiti della cosiddetta "sinistra radicale", fautori, o presunti tali (...e in alcuni casi...molto presunti...) di un'uguaglianza (...oddio, quale astorica follia!!!) tra gli esseri umani:
"Ci dica, ma voi siete a favore dell'abolizione della proprietà privata?".
Ahahahahahahah.....l'abolizion...ahahahahah...della propriet...ahahahah...privat...ahahah...basta...ahahahahah.....non ce la faccio più...ahahahahahah.....che ridere...ahahahahahah...che follia...ahahahahahah.....
Fatemi ricomporre un attimo che dal ridere a momenti mi ribalto dalla sedia......
Ma cosa vuol dire proprietà privata?
Analizziamo un attimo: "proprietà" vuol dire possesso (dal latino "proprietus", proprio); "privato" vuol dire che è proprio del singolo, non pubblico (dal latino "privatus", participio passato di privare).
.....Ma...un...momento...ah...quindi....togliere..............perciò "proprietà privata" significa "togliere il possesso"?
No, non è possibile!
Non può voler dire questo.....lo sanno tutti che la proprietà privata è il massimo simbolo di libertà nel tipo di società che abitiamo!
Ma se fosse veramente quello il significato?
Non ci avranno mica preso in giro?
.....Mi si materializza innanzi una figura con corna, piedi caprini e coda che mi fà:
- "Sì, pirla!Vi hanno preso in giro!
La proprietà privata è il simbolo per eccellenza della diseguaglianza!
E' lei che trasforma gli uomini da liberi ad assoggettati alle leggi del denaro, è essa che vi costringe a lavorare al servizio di un padrone e a dare la maggior parte del ricavo del vostro sudore e del vostro sangue a lui! "
- " Senta, dottor Satana, ma lei è mica.....comunista?"
- "Vedi, caro sottoposto, la questione è da guardare sotto un altro punto di vista (...anche perchè coi tempi che corrono è difficile riconoscere chi è un Comunista e chi pensa di esserlo solo perchè si nasconde dietro una falce e un martello.....).
Il bene dell'umanità tutta è l'uguaglianza, ed io, checchè se ne dica, voglio il bene dell'uomo perchè viceversa non avrei motivo di "esistere".....".
P.s.: Anche il modo di produzione feudale rientra nei parametri di schiavizzazione dell'uomo, e chiunque lo propugni o lo giustifichi è un criminale! Aldilà di ogni presunta lotta per qualsivoglia "autodeterminazione dei popoli".
Ogni riferimento non è puramente casuale!

La verità può far male.....

"L'occhio reificato dello spettatore moderno vede solo ciò che il suo padrone vuole fargli vedere."
F.Jameson, "Il postmodernismo".

"Derubricare il fascismo".

Qualche settimana fa in un articolo apparso su "La Stampa", Giovanni De Luna, docente di storia presso l'Università degli Studi di Torino, ci avvertiva di un pericolo più che imminente: la derubricazione del fascismo.
Nel pezzo, trattando la ristrutturazione del Memorial di Auschwitz dedicato all'Italia, egli coglieva l'occasione per criticare l'atteggiamento del governo che invece di assegnare la sovrintendenza all'Aned (l'associazione degli ex deportati politici) come sarebbe stato giusto in quanto proprietaria del "blocco 21", si è rivolto direttamente ad organizzazioni ebraiche come il CDEC e l'UCEI.
Questo è un fatto grave.
Fermo restando che la Shoah non deve assolutamente essere dimenticata, qui si cerca di convogliare tutto nella Shoah cancellando di fatto i crimini del fascismo, precedenti alle famigerate leggi razziali, come le persecuzioni e gli omicidi politici.
Oggi il senatore Dell'Utri propone di cancellare la "retorica della Resistenza" dai libri di storia e passa come una sciocca provocazione.
Poi ci si mette anche Beppe Grillo che celebrerà il suo secondo "V-day" a Torino il 25 aprile.
Citerò De Luna:" Quella che si definisce memoria collettiva non è affatto il risultato di un ricordo ma di un patto per cui ci si accorda su ciò che è importante trasmettere alle generazioni future."
Negli anni la solennità delle celebrazioni per il 25 aprile è andata via via scemando trasformandosi sempre più in un'occasione di ritrovo per pochi e anziani reduci. A Torino, per esempio, due sere prima si svolge una fiaccolata.
Un paio di anni fa la camminata per le vie del centro si è conclusa con il discorso di Scalfaro sulla Costituzione davanti a poco più di duecento persone.
Memoria collettiva in una città come Torino, ad esempio, che è tra l'altro decorata con la medaglia d'oro al Valor militare nella guerra di liberazione, dovrebbe voler dire celebrare il 25 aprile con migliaia di cittadini che "ricordano" per non "dimenticare".
E non svilire tutto con un "V-day".

Sul differenzialismo.

Il compagno di mia sorella si è sempre detto leghista, cresciuto in una famiglia friulana di modeste origini ma che con il duro lavoro dei genitori è riuscita a consolidarsi all'interno della classe media.
Il papà, proprietario di un bar che fruttava una buona rendita, arrivato ai settant'anni e dopo aver visto la primogenita sposata e "sistemata" economicamente ha deciso di smettere di lavorare e "andare" in pensione; prima di lasciare l'attività però, giustamente, ha proposto al figlio di prendere in mano la situazione, già avviata, e portarla avanti. Il figlio, che con il padre non ha mai avuto un buon rapporto, ha però deciso di rifiutare l'offerta e, pur di non aver nulla più a che spartire col genitore, si è tirato sù le maniche e ha iniziato a lavorare come operaio nell'azienda municipale dei trasporti.
Dopo diversi anni di sacrifici e di "calci nel ...hulo", arriviamo al 2003 con la crisi dei rinnovi contrattuali e conseguente massiccia protesta dei lavoratori.
Un giorno, discutendo sulla situazione, egli mi disse che sentiva di non condividere più il "pensiero" dei leghisti nè tantomeno aveva più intenzione di avere a che fare col sindacato "padano" perchè si era reso conto che anzichè ai loro, badavano ormai solo agli interessi del padrone, io allora gli chiesi se, dopo aver toccato con mano le condizioni dei lavoratori, non si trovasse d'accordo con me nell'auspicare una società in cui tutti avessero uguali opportunità sotto ogni punto di vista, sociale, economico, eccetera.
Lui mi rispose:"No, non mi piacerebbe. Perchè non sarebbe giusto non avere più l'occasione e l'opportunità di lottare per risultare migliore di qualcun altro".
Questo tipo di risposta, che troppi condividono purtroppo, apparentemente di tipo egoistico è in realtà una sorta di manifesto del differenzialismo.
Il differenzialismo è il cancro più grosso della società moderna!Accettare inermi una società basata, anche, sul differenzialismo significa ammettere ogni sorta di nefandezza all'indirizzo del genere umano e quindi contro sè stessi, è una contraddizione inaccettabile e insopportabile!
Non voglio dilungarmi troppo, questa volta, e mi riprometto di tornare nei prossimi giorni sull'argomento che merita un approfondimento, concludo dicendo che non si possono confondere le "differenze" con le "peculiarità".
Il genere umano è formato da individui simili aventi diverse "peculiarità" le "differenze" affiorano solo al confronto con esseri viventi di genere differente, quali piante, animali eccetera.

La realizzazione dell'irrealtà.

Nonostante il riscontro oggettivo in moltissime situazioni, ho sempre (o quasi) diffidato dall'assoluta verità della seguente affermazione : "Il formale è sostanziale".
Ora con un piccolo sforzo mettiamo da parte per qualche minuto questa frase e puntiamo l'attenzione in un'altra, apparentemente, direzione.
Ad ognuno di noi, almeno una volta nella vita, è sicuramente capitato di vivere una vicenda all'interno di una struttura medica, direttamente o indirettamente.
Quando stiamo male, qualunque sia il male (sia esso di natura fisica o psichica, più o meno grave, che tocchi direttamente la nostra persona o una persona a noi cara), egoisticamente forse, ma giustamente egoisticamente, necessitiamo di attenzione e perciò ci rimettiamo alla cura e al giudizio di terzi che, nel caso specifico, sono medici e/o infermieri.
Mi spiego meglio.
E' ovvio che se riteniamo il nostro fastidio meno grave di quello di qualcun'altro non saremo così ottusi da pretendere priorità(non è questo il senso dell'analisi), ma quando verrà il nostro turno quel che ci aspettiamo è un tipo di trattamento "umano" e non simile a quello che un lattoniere o un elettrotecnico rivolgono ad un "oggetto" malfunzionante.
Il mio Zingarelli alla voce "ospedale" recita:
sing.masch. Complesso di edifici e attrezzature destinati al ricovero e alla cura dei malati. Etimologia: dall'aggettivo latino hospitalis, derivazione di hospes, hospitis "ospite".
In base a tutto ciò, è una pretesa inaccettabile, aldilà delle "strette" cure mediche, la richiesta di un gesto o di una parola di conforto?
L'ospedale non è un'officina meccanica di riparazione ma è un luogo di cura e di "ospitalità"!Adesso è necessario rispolverare la prima frase di questo scritto.
In realtà l'affermazione "Il formale è sostanziale" è giusta, necessita però del riconoscimento di una realtà e di un linguaggio socialmente oggettivati; la mela in natura non è "mela" ma lo diventa nel momento in cui viene riconosciuta socialmente come "mela", se però chiamiamo "mela" tutti i frutti esistenti delegittimiamo formalmente la sostanzialità della "mela" in quanto frutto specifico.
Ecco come la semantica assume un ruolo fondamentale nella società postmoderna, con la de-ontologizzazione dei significati formali.
Già il postmodernismo rifiuta la realtà oggettiva ma quando si accoppia indissolubilmente (e ciò è inevitabile per non rendersi definitivamente inaccettabile ai suoi stessi occhi) con la semantica realizza la completa devastazione della realtà ontologica.
Questa trasformazione è la reificazione della reificazione, l'oggetto che, non solo, assume le sembianze del soggetto ma che ,addirittura, ontologicamente diventa soggetto.
Nel caso specifico dell'esempio succitato l'uomo non è più uomo ma diventa "utente" o "consumatore" o "cliente", l'"unità" sanitaria locale diventa "azienda" sanitaria locale e l'ospedale non è più hospitalis ma officina di riparazione.