.....the ordinary life is pretty complicated stuff.....

22 gennaio 2008

I (r)Fatti di Napoli

Dunque, fatemi capire.
Vicino a casa non la vogliono.....giustamente.
Non vogliono le discariche.....giustamente.
Non vogliono siti di stoccaggio.....giustamente.
Non vogliono termovalorizzatori.....giustamente.
Però non vogliono fare la differenziata.....
Vorrebbero spedirla ad altre provincie, in Puglia, in Sardegna, ovunque.....ma, giustamente, questo fa arrabbiare altri.
Tutti siamo d'accordo col fatto che chi ha le colpe di questo scempio debba essere punito, ma, intanto, vogliamo liberarci di sta' immondizia?
E allora cosa si può fare?
Schiocchiamo le dita? Chiamiamo Superman? O è meglio che le parti si vengano incontro?
Forza napoletani, più tolleranza = meno topi!

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20 gennaio 2008

Qualcuno ci salvi!!!

Cazzo.......culo......vaffanculo......minchia......
Vi ha fatto ridere?
A me no.
Stasera guardavo Fazio e, come da routine la domenica, verso la fine del programma ecco arrivare la Littizzetto.
E' necessario premettere che il venerdì con "La Stampa" esce un inserto (Torinosette) dove la succitata scrive un "articolo" e che, due sere, ci propina pari pari in tivù....anvedi che fantasia!Comunque.
E' un continuo di battute dal dubbio gusto o considerazioni di un qualunquismo, forse, con pochi eguali il tutto, naturalmente, ben farcito di paroline sì di uso oramai comune ma che, qualche tempo fa in televisione, perlomeno facevano arrossire.
Stasera ha incominciato con la faccenda del David a Firenze e indovinate un po' dove è andata a parare?, ma ovvio......sulle dimensioni del pene.
Evidentemente sto invecchiando perchè quel tipo di battute mi facevano ridere quando avevo un'età compresa tra quattro e dodici anni!
Badate bene però, questa , secondo me, non è comicità (???) infantile bensì è mancanza di mezzi culturali ed intellettuali.
Ma del resto da una persona che, pur di arricchirsi, fa spettacoli e spara "cazzate" in tivù cosa potevamo aspettarci?
Infatti ha buttato via una carriera da musicista o da insegnante (sigh...possiede pure una laurea......) che dà soddisfazioni ben più grandi che qualche centinaio di migliaio di euro.....
Che squallore.
Soprattutto pensare che nella nostra società quasi tutti ci si comporterebbe come lei.......

18 gennaio 2008

Quando eravamo semplici.....

Sono nato di sabato e, nel 1971, il 20 febbraio precedeva il Martedì Grasso, tutto ciò mi lega particolarmente al Carnevale.

Fino a qualche anno fa questo periodo era quasi magico ricco di profumi, sapori, colori, emozioni.

Il mio costume preferito era quello di Zorro che però, non avendo i soldi per comprarne uno completo di spada e mantello con la mitica "z" rossa, mia mamma raffazzonava alla meglio con una striscia di stoffa con due fori per la maschera, una stoletta con due lacci per mantello e i baffi disegnati con la matita per truccare gli occhi, oggi lo considererei orribile ma allora ero lo Zorro più orgoglioso.

La domenica pomeriggio, mio padre, quando c'era, o in alternativa mia nonna, mia mamma, mia sorella conciata da principessa tutta d'azzurro ed io "zorrante", la si trascorreva in piazza Vittorio dove, all'epoca, veniva allestito il luna park (o come si diceva allora, le giostre).

Si arrivava da via Po, rigorosamente a piedi, perchè serviva come passerella per centinaia di bambini che sfoggiavano il proprio costume ( anche se poi, in realtà, sembrava una processione di tifosi dell'Inter o del Palermo perchè il 99% dei maschi erano Zorro e le femminuccie, tutte "principessa", si dividevano equamente in rosa e azzurre); nella piazza non circolavano come adesso le automobili e la prima cosa che saltava all'occhio era la mitica ruota panoramica, stile Prater di Vienna, a sinistra vicino al fiume ( che però pochi anni dopo fu smantellata perchè ritenuta pericolosa, infatti, un maledetto giorno, un dondolo agganciato male, volò via causando una terribile disgrazia); il fondo del terreno non era asflatato ma ricoperto di ghiaia e io ero convinto che la città finisse là; ero affascinato dagli autoscontri allora su una macchina salivano mio padre e mia sorella e su un'altra io con la mamma e ingaggiavamo piccole battaglie e tante risate; poi era il turno delle macchine volanti, una sorta di aeroplanini che ricordavano più il disco di Goldrake, dove salivamo io e Cinzia (mia sorella) con la mamma che guidava e che ci ordinava quando sparare.

Finito il giro io volevo sempre lo zucchero filato e dopo si tornava a casa con Cinzia che dormiva abbracciata al papà.

Il mio Carnevale è sempre stato l'odore dei dolci fritti.

A Torino sono tradizionali le "bugie", fogli di pasta fritta o cotta in forno con lo zucchero sopra oppure ripiene di marmellata o di cioccolato, io invece ho sempre preferito le frittelle di mela che la mamma mi prepara in esclusiva.

In cucina è negata, ma prepara le migliori frittelle del mondo e le fa una sola volta all'anno in occasione del mio compleanno; le frittelle sono solo mie e lei non le fa per nessun altro, nemmeno a richiesta, quasi a voler dire a tutti che il Carnevale è per chiunque, le frittelle solo di Gianluca, tanto che spesso venivano usate come acquietamento per i miei capricci di bimbo.

I tempi cambiano, gli anni passano, economicamente ce la passiamo sicuramente meglio ma mamma le frittelle non me le fa più.

Insomma, avevamo le pezze al culo....ma eravamo felici.


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3 gennaio 2008

Botti di San Silvestro

La cosa più divertente degli ultimi giorni è la sciocca polemica tra Walter "Texas" Veltroni, da una parte, e la senatrice al cilicio Paola "Argh!" Binetti, dall'altra, sulle colonne de "La Stampa".
Tutto parte da una (infelice) affermazione fatta dall'esponente del masochismo pret-a-porter e cioè : l'omosessualità è una malattia e i gay devono farsi curare.
Il portavoce del "maanchismo" si sente anche portavoce del pensiero gay e rimbrotta la senatrice, soprattutto perchè si rende conto che la componente di omosessuali all'interno del PD è ben più numerosa della controparte scudiscio-cattolica.Però il richiamino è così lieve e povero di contenuto che la senatrice parte al contrattacco e spara un: "...come neuropsichiatra ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare. Non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perchè dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di sentirsi integrati nel gruppo. Non sono io a sostenerlo, è un dato oggettivo. Fino a poco tempo fa il Dsm4, la "bibbia degli psichiatri" cui fanno riferimento il ministero della sanità, le Regioni e i principali manuali diagnostici, ha sempre inserito l'omosessualità tra le patologie del comportamento sessuale. Poi la lobby dei gay l'ha fatta cancellare. Ma noi specialisti continuiamo a collocarla tra i disturbi del comportamento sessuale."
Analizziamo ora con calma questa posizione.
Dal punto di vista postmoderno la ciliciodotata risulta coerente; infatti se accettiamo come verità il fatto che la disoggettivizzazione del reale la fa da padrone, è logico asserire che l'omosessualità è una malattia perchè "...dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di sentirsi integrati nel gruppo".
Se invece consideriamo la vita come una serie di interconnessioni e scambi tra vari individui e consideriamo la nostra società fin troppo pervasa da preconcetti religiosi e non che tendono a discriminare la diversità ci troviamo di fronte il problema opposto, ossia il gruppo che si rifiuta di assimilare l'omosessuale e quindi la Binetti ha torto.
La neuropsichiatra in questione analizza il problema da un solo punto di vista ed è evidente che così facendo non è in grado di curare i propri pazienti (che siano essi gay o no....), essa non considera che ogni caso presenta molteplici sfaccettature e non solo il bianco o il nero (qualcuno ricorderà la nottola di Minerva...) e questo è grave nel caso di una scienziata.
La senatrice, ancora nell'intervista de "La Stampa", tira in ballo prima il suo diritto al dialogo e poi, addirittura, la morale.
Ma andiamo con ordine.
Riguardo al diritto al dialogo è giusto e sacrosanto rivalersene senonchè essa lo pretende solo nei suoi confronti e non lo concede dato che non arretra di un passo e anzi ad un rimbrotto risponde con una cannonata; riguardo alla morale mi chiedo di che morale essa parli, se considera la morale cattolica è bene che esca dal PD ove confluiscono varie correnti e quella maggiormente presa in considerazione dovrebbe dovrebbe essere la morale laica, se viceversa vuole rifarsi alla morale laica è bene che esca dal PD dato che una morale laica non può accettare imposizioni di carattere religioso che mortificano la carne come il cilicio che essa indossa.
Gentilissimi elettori del Partito Democratico il "maanchismo" ha prodotto, prima ancora di essere votato, una gravissima spaccatura al proprio interno.
Il problema che si pone è di carattere strutturale e perciò è necessario risolverlo al più presto.
Se io fossi un elettore mi preoccuperei seriamente, ma fortunatamente con determinati personaggi non ho a che fare ed è per questo che me la rido a crepapelle!

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